▶ Per iniziare: il primo MP3 in 5 passi
Se sei alle prime armi non serve toccare quasi nulla: con un MIDI ben suonato e un buon SoundFont il motore MediumQuality produce gia' un MP3 pronto da usare. Tutto il resto (motori per canale, stili, opzioni) serve solo quando vuoi andare oltre.
- Carica il MIDI con il pulsante accanto a "Seleziona il file midi/kar" (o trascinandolo sul campo). Poi imposta le opzioni dal menu Strumenti o direttamente dal form.
- Scegli un buon SoundFont nel campo "Seleziona un banco sf2": e' il "set di strumenti" che suonera' il brano, e da lui dipende gran parte del risultato. Se non ne hai uno, parti da GeneralUser GS (vedi Dove trovare i SoundFont).
- Lascia il motore su MediumQuality. E' il piu' veloce e, da solo, normalizza il volume del brano, corregge la batteria, da' il groove ai canali "meccanici", addolcisce i fiati e limita i picchi.
- Premi Pre-Ascolta. Se uno strumento ti sembra troppo alto o troppo basso, correggilo con la colonna Vol % della griglia a destra (vedi come funziona Vol %) e riascolta. Uno strumento che non vuoi sentire: colonna Muto.
- Premi Crea File Audio. L'MP3 viene salvato nella cartella
<nome del brano>_Files, accanto al MIDI, che il programma apre da solo a fine lavoro.
Cosa sapere: con MediumQuality tutto il brano suona con il SoundFont scelto, e il programma
non riequilibra da solo uno strumento registrato molto piu' forte degli altri in quel SoundFont (capita: per esempio un synth brass che copre tutto). In quel caso basta abbassarlo con Vol %. Quando vorrai SoundFont diversi per ogni strumento o le librerie .sfz, passa a
MaximizeQuality o HigherQuality sfz: li' ogni canale viene misurato e quelli fuori scala vengono riportati in linea automaticamente.
Dove trovare i SoundFont (e cosa sapere)
Il programma non contiene strumenti propri: li prende dai SoundFont (.sf2, un file con tutti gli strumenti) o dalle librerie .sfz (uno strumento per cartella, usate dal motore HigherQuality sfz). Alcuni punti di partenza gratuiti e affidabili:
- GeneralUser GS — SoundFont General MIDI completo, leggero e curato: ottimo come primo SoundFont globale. github.com/mrbumpy409/GeneralUser-GS
- Musical Artifacts — grande archivio di SoundFont .sf2 e .sfz, ognuno con la sua licenza indicata nella pagina. musical-artifacts.com
- SFZ Instruments — strumenti .sfz gratuiti di qualita' per HigherQuality sfz, per esempio il pianoforte Salamander Grand Piano e l'orchestra VSCO Community Edition. sfzinstruments.github.io
Diffida delle raccolte "500 SoundFont in un pacchetto": qualita' molto variabile e licenze spesso sconosciute.
Cosa sapere prima di usarli
- Licenza: non tutti i SoundFont si possono usare in basi che vendi o suoni in pubblico. Leggi sempre la licenza di ogni file; alcuni chiedono solo di citare l'autore, altri vietano l'uso commerciale.
- Volumi non uniformi: ogni SoundFont registra gli strumenti a livelli diversi, e lo stesso MIDI puo' uscire con uno strumento molto piu' forte degli altri. Con MaximizeQuality e HigherQuality sfz il programma corregge da solo gli eccessi; con MediumQuality correggi con Vol %.
- Strumenti mancanti: un SoundFont incompleto o "di un solo strumento" puo' non avere lo strumento richiesto dal MIDI: il programma ripiega sul SoundFont globale, ma il timbro cambia. La griglia segnala "SF2 senza questo strumento".
- Qualita' molto diversa: lo stesso brano puo' suonare benissimo o "da tastierina" a seconda del SoundFont. Prova sempre con un preascolto; la ricerca automatica (Opzioni > SoundFont per famiglia) da' a ogni file un voto di qualita' da 0 a 10.
- SFZ senza campioni: un .sfz e' solo un elenco di file audio; se i campioni non sono nella cartella prevista lo strumento resta muto (il programma avvisa).
- Memoria e tempi: SoundFont molto grandi (oltre 500 MB) rallentano caricamento e creazione dell'audio.
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★ Il MIDI che non sembra piu' un MIDI
La maggior parte dei file MIDI in circolazione e' stata suonata su una tastiera: chi li ha scritti ha imitato chitarre, fiati e archi con la rotella del pitch bend, il pedale e la rotella di modulazione. Suonati cosi' come sono, con SoundFont moderni, si sente subito che e' una "base MIDI": note che calano tutte insieme, notine ripizzicate, vibrati finti, fiati che si sgonfiano.
CreaVideoLyrics corregge tutto questo da solo, mentre ascolti o crei l'audio: nessun programma di editing (DAW), nessuna nota da ritoccare a mano, e il file MIDI originale non viene mai modificato.
- Chitarre: passaggi veloci suonati legati come un chitarrista (hammer-on / pull-off) invece che ripizzicati nota per nota; via i "grappoli" di note da tastiera; accordi che entrano dritti invece di scivolare e calare; niente pedale di risonanza (la chitarra non ce l'ha); vibrato da rotella ridotto; piegate portate sulla nota giusta; accordi senza terza ricostruiti.
- Basso: stessi legati delle chitarre, niente note "troncate".
- Fiati: fraseggio legato, respiro naturale invece di buchi di volume, vibrato da sassofonista al posto di quello da tastiera; le sezioni di fiati non calano piu' tutte insieme.
- Archi, voci, pad, fisarmonica: espressione morbida (negli archi si attenuano solo i cali rispetto al picco recente, senza alzare le parti basse scelte nel MIDI), vibrato ricentrato, pad con note dritte e un vibrato morbido e irregolare (come quello dei fiati) dopo il primo terzo della nota. Le dissolvenze morbide degli archi vengono rispettate: dentro di esse non si applica il respiro/swell dell’umanizzazione. Lo stesso vale per le note in cui l’autore ha scritto un proprio CC11.
- Archi pizzicato: sostituiti con l'arpa (GM 46), che suona meglio nelle figure arpeggiate.
- Cache del preascolto: un eseguibile ricompilato invalida automaticamente i preascolti salvati, così viene applicata l’elaborazione audio della build corrente.
- Pad di sottofondo: con Bilancia i volumi attivo i pad GM 88–95 vengono confrontati con gli altri strumenti del brano. Si abbassano solo quelli troppo presenti, verso un livello di sottofondo (6 dB sotto il riferimento), senza alzare quelli già discreti. Nei motori per canale il controllo misura anche la loudness dei WAV realmente prodotti dal SoundFont; nel motore 0 e nel MIDI esportato usa la stima MIDI a finestre. L’umanizzazione conserva le velocity dei pad, senza allargarne l’intervallo.
- Limitatore delle punte per archi, pad e fiati (01/11): su ogni canale le note che spiccano molto sopra il livello mediano della parte stessa (punte esagerate) vengono abbassate, al massimo di 6 dB, agendo su espressione (CC11) e velocity; le parti già basse non si toccano e non si alza nulla. I pad GM 88–95 stanno inoltre 4,5 dB più in basso, di sottofondo. Batteria, canale guida e canali silenziati non vengono mai toccati. Attivo con le correzioni archi/fiati di Correzioni strumenti.
- Archi di sezione nel contesto (01/11): con Bilancia i volumi attivo, gli archi di sezione (GM 48–54) vengono confrontati finestra per finestra con tutti gli altri strumenti, dopo le loro correzioni, e abbassati se emergono (devono stare circa 12 dB sotto la somma degli altri, taglio massimo 12 dB). Vale per tutti i motori.
- Chitarre e base ritmica (01/11): se batteria e basso raggiungono il taglio massimo (12 dB) e restano sopra l’obiettivo, l’avanzo (max 6 dB) viene tolto alle chitarre più forti (GM 24–31), così la mix non resta «a chitarre alte».
- Chitarra muta (01/11): la chitarra elettrica muta/percussiva (GM 28) viene sempre confrontata con tutti gli altri strumenti, dopo le loro correzioni, e abbassata se emerge (limite 12 dB sotto la somma degli altri, taglio massimo 12 dB).
- Riverbero a convoluzione senza doppio riverbero (01/11): quando è scelto un riverbero IR, i render dei canali sono asciutti (riverbero interno del SoundFont spento e invii di riverbero del MIDI, CC91, ignorati nel render); l’IR è l’unico riverbero del mix. Il file MIDI e l’export MIDI conservano i CC91. Senza IR, o con l’eco semplice, non cambia nulla.
- Scivolamento delle dita sulle corde (riscritto 01/11): con Umanizzazione e correzioni Chitarre attive, brevi rumori GM 120 vengono inseriti solo dove sulle chitarre acustiche/pulite (GM 24–28) c’è davvero uno scivolamento: portamento esplicito, spostamento melodico di qualche semitono che esce dalle note recenti della parte, oppure una forma di accordo che trasla sul manico. Accordi ribattuti e salti che non sono scivolamenti vengono scartati e il numero resta contenuto. Il livello è relativo alla chitarra: il programma misura la loudness della chitarra più forte e porta il rumore qualche dB sotto, così non spicca mai e non resta inudibile (nessun valore fisso). I rumori hanno una breve coda di riverbero per stare nel mix. I rumori GM 120 già scritti nel MIDI vengono sempre tolti e sostituiti con questi, così restano solo quelli nei punti giusti. Sono su un rendering separato, lasciano liberi i canali del brano, rispettano i mute e non si sommano nello stesso punto. Il SoundFont generale deve contenere il timbro (ripiego: FluidR3 incluso). Nell’export MIDI si aggiunge un canale solo se libero. Il risultato dipende dal campione di fret noise del banco.
- Compensazione per strumento (23/10): alcuni strumenti del SoundFont escono più forti di quanto dica la velocity. Con Bilancia i volumi attivo la kalimba (GM 108) viene abbassata di 5 dB nominali su tutti i suoi canali. La compensazione viene applicata una sola volta, anche con il motore 0: dopo l’umanizzazione quando prevista, altrimenti nella preparazione MIDI. Nell’export MIDI conta la scelta del dialogo di esportazione. Il bilanciamento audio tiene conto della compensazione per non recuperarla automaticamente. Il valore agisce sulla velocity: il risultato acustico dipende dal SoundFont. Mute del cantino: il canale guida scelto viene ricordato per ciascun brano anche quando il mute torna a zero. Il riferimento dell’accompagnamento resta lo stesso: la guida è esclusa dal bilanciamento MIDI e audio. La calibrazione di loudness e mastering usa il solo accompagnamento. Con motore 0 e guida udibile serve un render aggiuntivo di riferimento; nei motori per canale si esclude il suo WAV dalla calibrazione. Compressione e limitazione possono comunque reagire alla guida udibile.
- Canali silenziati dall'autore (23/10): le velocity molto deboli (1–10) vengono conservate: niente innalzamento al minimo 25 per le melodie o 35 per la batteria. Anche il groove lascia intatti questi colpi; la resa sonora dipende comunque dal SoundFont.
- Tappeti silenziati nel bilanciamento (23/10): con Bilancia i volumi attivo, archi, cori e pad scritti a velocity molto basse possono essere attenuati tramite CC7 se il SoundFont li rende comunque troppo presenti. L’opzione Trasforma cori in archi mantiene la conversione dei cori GM 52–54 in archi quando attiva.
- Bilanciamento: densità e canale guida (23/10): il livello di un canale in ogni finestra di 2 battute tiene conto anche di quante note suona (un arpeggio fitto pesa più di una nota lunga) e il confronto con la mediana esclude il canale guida e i canali silenziati a velocity bassissima. L'abbassamento extra degli archi nell'intro (finché il canto non entra) vale solo quanto gli archi superano gli altri strumenti: se sono già più bassi, non vengono abbassati ancora.
- Tutto il brano: note ribattute che non si spengono di colpo, raddoppi dello stesso strumento che non si sommano, pianoforti allo stesso livello, volume finale uniforme.
- Scelta Stile: in piu', con un clic, il brano diventa Ballad, Pop, Blues lento, Blues shuffle, Rock blues o uno degli stili a famiglia (Funk, Melodico italiano, Disco, Jazz, Latin, Country, Reggae, House, Hip Hop, Elettronica, R&B), con arrangiamento, interpretazione e suono di produzione tarati su registrazioni vere.
I dettagli sono in Correzioni automatiche del suono e Scelta Stile; ogni famiglia di correzioni si puo' accendere o spegnere dal menu Strumenti > Correzioni per famiglia....
Panoramica del form
Questo e' il form dove carichi un MIDI/KAR, scegli come deve essere "suonato" (motore, soundfont, tonalita', volumi) e generi il file audio (MP3/WAV) finale, che poi verra' usato per sincronizzare il testo e creare il video.
Scelta del file MIDI: il pulsante accanto al campo del file apre la finestra di selezione direttamente nella tua cartella Musica, qualunque sia la lingua del sistema: su Windows la cartella Musica del sistema, su Linux quella indicata dal desktop (per esempio "Musica" o "Music"), su macOS "Music". Se non esiste si parte dalla cartella utente. Dopo aver scelto un file, la volta successiva la finestra riparte dalla cartella di quel file. Sono mostrati i file .mid, .midi e .kar (anche con estensione in maiuscolo); con "Tutti i file" li vedi tutti. Puoi anche trascinare il file direttamente sul campo.
Il flusso tipico e': carica MIDI → scegli motore e SoundFont → regola tonalita'/volumi/canali → preascolta per verificare il risultato → crea il file audio definitivo.
Scelta del motore
Il MIDI di per se' non contiene suono: qualcuno deve "suonarlo" con degli strumenti virtuali. Questo e' il compito del motore.
Le opzioni
- MediumQuality (FluidSynth, motore 0): suona tutto il brano in un solo passaggio con il SoundFont globale (.sf2); e' il piu' veloce, ideale per prove e preascolti. Della griglia Configura Canali usa Vol %, Ton e Muto (scritti nel MIDI prima di suonarlo), ma non i SoundFont per canale. E' il motore consigliato per iniziare (vedi Per iniziare).
- MaximizeQuality (FluidSynth, motore 1): rende ogni canale separatamente con il suo SoundFont .sf2 (scelto nella griglia di configurazione) e poi li mixa: separazione e aria molto migliori, tempi un po' piu' lunghi.
- HigherQuality sfz (sfizz, motore 2): usa librerie .sfz per canale; il timbro piu' curato, con i tempi di render piu' lunghi.
Perche' sceglierne uno piuttosto che un altro: usa MediumQuality per prove veloci. Per un risultato che si avvicina a un sequencer professionale, usa MaximizeQuality con SoundFont di qualita' assegnati per canale (vedi
Configura Canali) ed eventualmente attiva le migliorie del
pannello Opzioni. HigherQuality sfz da' il timbro migliore in assoluto ma costa piu' tempo di elaborazione: sceglilo per l'export finale, non per prove ripetute.
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Tonalita', intensita' batteria e tempo
Tonalita': trasporta l'intero brano di N semitoni in su o in giu', senza toccare il tempo.
Intensita' batteria: alza o abbassa il volume relativo della sola batteria rispetto agli altri strumenti.
- Tonalita': valori da -24 a +24 semitoni (due ottave in giu' o in su), default 0 (tonalita' originale). Consigliato restare tra -5 e +5: di solito basta per adattarsi alla voce. Spostamenti grandi (oltre +/-7) fanno suonare gli strumenti innaturali (bassi cupi e impastati se troppo in giu', timbri stridenti se troppo in su); +12/-12 equivale a una ottava intera.
- Intensita' batteria: valori da 0 a 200, default 90 (90 = volume della batteria invariato; 45 = meta', 180 = il doppio). Consigliato tra 70 e 120: valori molto bassi rendono la batteria quasi assente e il brano perde spinta, valori molto alti la fanno coprire voce e strumenti.
Perche' usarli: la tonalita' serve per adattare il brano all'estensione vocale di chi canta (es. abbassarla se la tonalita' originale e' troppo acuta). L'intensita' della batteria e' utile quando il basi originale ha una batteria troppo invadente o troppo debole rispetto al resto.
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Muta canale / Muta canale 2
Due selettori indipendenti per silenziare uno o due canali MIDI specifici (es. il canale della voce guida, se il MIDI ne contiene una).
Valori: ciascun selettore va da 0 a 16; 0 (mostrato come "-") significa nessun canale mutato, da 1 a 16 indica il canale da silenziare. Default: Muta canale = 4, Muta canale 2 = 0 (spento). Imposta un numero solo quando sai quale canale contiene la melodia guida (controllalo con il preascolto del singolo canale); altrimenti lascia 0 per non perdere uno strumento utile.
Perche' usarli: molti file MIDI/KAR includono un canale "melodia guida" pensato per l'ascolto, che nella versione finale va tolto per lasciare spazio alla voce reale del cantante. Silenziare quel canale evita di doverlo rimuovere manualmente dal file MIDI.
Attenzione: se non senti piu' uno strumento che ti aspettavi, controlla sempre questi due selettori prima di pensare a un problema del motore o del SoundFont.
Come compare nella griglia canali
- Cosa succede: il canale indicato dal 1° e dal 2° selettore compare nella griglia canali con la riga colorata (violetto) e Muto = Si, gia' al caricamento del MIDI e ogni volta che muovi il selettore.
- Perche': quel canale viene comunque silenziato nel preascolto e nel file finale; prima la griglia poteva mostrare "No" e sembrava che il muto non fosse attivo.
- Da sapere: la riga selezionata resta evidenziata in giallo: clicca un'altra riga per vedere il colore del muto. La marcatura e' solo visiva e non modifica le impostazioni salvate del brano.
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Batteria (kit)
Sceglie il kit di batteria con cui suona il brano, senza modificare il file MIDI originale.
Valori: Come nel brano (default, nessuna modifica), Standard, Room, Power, Electronic, TR-808, Jazz, Brush, Orchestra.
- La scelta ha la precedenza sul kit del stile e sul kit Room applicato in automatico.
- Vale per tutti i motori di rendering e anche per il preascolto.
- Se il SoundFont non contiene il kit scelto, si usa il kit Standard.
- Con il motore sfizz (file .sfz) il cambio kit viene ignorato.
- Casella Riverbero (accanto al kit): spenta di default, la batteria resta asciutta (senza riverbero) anche se hai scelto un IR; accendila se vuoi che anche la batteria riceva il riverbero. Vale per le batterie SoundFont (.sf2); i kit .sfz possono avere un ambiente proprio.
Perche' usarla: per dare al brano un carattere diverso (per esempio Brush per una ballata, Power per un rock) senza intervenire sul MIDI.
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Volume generale
Regola il volume complessivo dell'intero mix, applicato dopo tutti gli altri bilanciamenti.
Valori: da 1 a 100, default 90. Consigliato tra 75 e 95. Troppo basso: il brano risulta debole rispetto ad altre basi e andra' alzato poi in riproduzione. Troppo alto (vicino a 100), soprattutto con Mastering e boost attivi: aumenta il rischio che i picchi vengano schiacciati dal limiter o distorcano.
Il file finale passa sempre da un limitatore a -1 dB: anche con valori alti i picchi non superano lo zero e non ci sono clic nei lettori. Oltre circa 80 il volume cresce poco, perche' il brano e' gia' al livello massimo pulito.
Perche' usarlo: per allineare il volume percepito del brano finito a quello di altre basi che userai insieme (es. in uno stesso spettacolo), senza dover rifare tutti i bilanciamenti per canale.
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Archivi brani: MIDI, MP3 e sorgenti per video
Dal menu Brani apri l’archivio del passaggio che vuoi riprendere. I tre elenchi sono separati e usano la stessa finestra con ricerca, scansione e ordinamento per nome.
- Archivio Brani Midi: ritrova i MIDI già elaborati tramite il relativo
nome_sf2.txt. Il doppio clic carica il MIDI in Midi to Mp3 con le sue impostazioni.
- Archivio Brani MP3 (in Sincronizza parole): cerca coppie
nome.mp3 + nome.txt nella stessa cartella. Il doppio clic apre Sincronizza parole e carica audio e testo, per preparare l’SRT.
- Archivio Brani Video (in Crea video): cerca coppie
nome.mp3 + nome.srt. Il doppio clic carica entrambi i campi di Crea video; poi scegli lo sfondo. Questo elenco contiene i sorgenti MP3 pronti per il video, non gli MP4 finiti.
- Scansiona cartella... cerca anche nelle sottocartelle e sostituisce interamente l’elenco precedente dell’archivio aperto. Cambiando cartella, restano solo i brani trovati nella nuova scansione. Una scansione conclusa senza risultati svuota l’elenco.
- Annulla scansione: conserva l’elenco precedente; lo stesso vale se la scansione si interrompe per errore.
- Cerca: filtra per nome o cartella. Le voci rosse indicano un file o un abbinamento TXT/SRT non più disponibile. Togli dall’elenco elimina solo la voce: i file restano sul disco.
- Cartella radice brani... permette di salvare percorsi relativi. Importa da altri sistemi aggiunge le voci dell’archivio corrispondente, ricostruendo i percorsi sotto la radice locale; per MP3 e Video deve esistere anche il compagno TXT/SRT.
- Salvataggio: in
Musica/CreaVideoLyrics/, con file distinti archivio_osx.ini, archivio_mp3_osx.ini e archivio_video_osx.ini; su Windows/Linux il suffisso è win/lin. I sorgenti idonei vengono registrati anche dopo le esportazioni riuscite. Gli archivi MP3 e Video sono disponibili anche dal menu contestuale dei rispettivi moduli.
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Riverbero (Impulse Response)
Il menu a tendina propone diverse "impronte acustiche" reali (Impulse Response): simulano il suono che avrebbe il brano se fosse registrato in un certo ambiente (sala, chiesa, studio, ecc.), invece di un riverbero sintetico generico.
Il riverbero e' dosato in modo discreto e la coda degli ambienti piu' lunghi (per esempio Studio, Hall, Going Home) viene limitata a circa 1,2 secondi con una dissolvenza finale: cosi' non impasta le medie e il brano resta definito.
Perche' sceglierne uno: un riverbero ambientale ben scelto da' corpo e "aria" al mix, facendolo suonare meno "MIDI" e piu' simile a una registrazione reale. Ambienti piu' grandi (sala/chiesa) funzionano bene su brani lenti/orchestrali, ambienti piu' piccoli/studio su brani ritmati dove serve chiarezza. Se non sei sicuro, fai un breve preascolto con 2-3 opzioni diverse prima di decidere.
Nota: il riverbero e' attivo solo se nel
pannello Opzioni l'interruttore generale "Usa Riverbero" e' acceso: la scelta qui indica *quale* riverbero, l'interruttore in Opzioni decide se applicarlo o no.
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Preascolto
Preascolta / Stop preascolto (pulsanti nel form principale, sotto i controlli di volume/riverbero): riproduce il mix con le impostazioni correnti senza generare il file finale, con avanti/indietro di 30 secondi per saltare velocemente ai punti del brano che ti interessano.
Perche' usarlo: il preascolto ti permette di provare motore, tonalita', canali muti e riverbero prima di aspettare la generazione completa del file, che con i motori piu' pesanti (MaximizeQuality e HigherQuality sfz) puo' richiedere piu' tempo. Usalo sempre prima di "Crea File Audio" per non scoprire un problema solo a fine elaborazione.
Preascolto del singolo canale con i motori SF2: se al canale e' assegnato un .sfz e il motore scelto e' MediumQuality o MaximizeQuality, il .sfz viene ignorato e il canale suona con il SoundFont globale (prima compariva un messaggio che chiedeva di passare al motore sfz).
Attenzione con MediumQuality (motore 0): il preascolto del singolo canale usa il file .sf2 assegnato a quel canale nella griglia, mentre il preascolto completo e il file audio finale usano solo il SoundFont globale. Con questo motore quindi il canale isolato puo' suonare diverso da come lo sentirai nel brano. Per ascoltare nel file finale il SoundFont scelto per il canale usa MaximizeQuality.
Preascolto del singolo canale: la preparazione dell'audio ha un limite di 45 secondi (FluidSynth e sfizz). Se viene superato il preascolto si ferma con un messaggio invece di riprodurre un audio troncato: in quel caso usa un SoundFont piu' leggero sul canale o crea direttamente il file audio. Il pulsante Stop interrompe la preparazione in qualunque momento.
Preascolto a due fasi (veloce): per partire subito, il programma prepara e fa suonare per prima la parte iniziale del brano (circa 1–2 minuti); intanto elabora in background il brano intero e, appena pronto, ci passa con una dissolvenza incrociata, senza interrompere l'ascolto. Per questo, nel momento del passaggio puoi sentire una brevissima pausa o un piccolo cambio di bilanciamento: è normale e non indica un errore. Se riascolti prima che sia pronta la parte intera, il programma ti avvisa che la parte intera non è ancora pronta e riprende appena possibile (può capitare di attendere alcuni secondi).
Riascolto immediato: se il brano finisce, o premi Stop, e non hai cambiato nulla (motore, SoundFont, volumi, canali, riverbero…), premendo di nuovo Pre-Ascolta senti subito l'ultimo preascolto già elaborato, senza rifare l'elaborazione. Appena cambi qualcosa, il preascolto viene ricalcolato.
Stop: ferma il preascolto in qualunque fase, anche durante "Mixing e codifica MP3..." (prima in quella fase lo Stop veniva eseguito solo a mixing finito, dopo diversi secondi). Il mixing interrotto non lascia file a meta'.
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Crea File Audio
Genera il file audio definitivo con tutte le impostazioni correnti (motore, SoundFont per canale, tonalita', volumi, riverbero, opzioni avanzate).
Sottotitoli automatici (.srt): il pulsante si chiama Crea File Audio e srt per Video. Se il MIDI contiene i testi (eventi lyric o karaoke), insieme all'MP3 crea nella stessa cartella _Files il file .srt con lo stesso nome, una riga per volta, e il form Crea Video lo trova da solo. Come in Sincronizza testo: ogni riga finisce quando comincia la successiva e compare 1 secondo prima, cosi' chi legge sa gia' cosa viene dopo; la prima riga compare 1 secondo prima della sua prima sillaba (tempo vero del MIDI), e l'attesa iniziale la riempie l'intestazione di Crea Video. Titolo e artista, se il MIDI li contiene, vengono salvati accanto all'MP3 (file .intro.txt) e proposti in Crea Video. Negli stacchi strumentali lunghi la riga sparisce dopo qualche secondo. Le righe di servizio iniziali (copyright, titolo, sito web) sono saltate. Funziona anche con i MIDI che hanno una riga intera per evento, con a-capo (CR/LF) all'inizio o alla fine: le righe vengono spezzate in parole, con il colore parola per parola, e le virgolette nei testi non causano piu' errori. Se esiste gia' un .srt con quel nome (per esempio fatto a mano con Sincronizza testo) il programma ti chiede Vuoi sovrascriverlo?: rispondi No per tenere il tuo.
Perche' arrivarci per ultimo: ogni rigenerazione con motori pesanti richiede tempo. Verifica prima con il preascolto che il risultato ti convinca, poi genera il file definitivo: e' quello che userai nel form
Sincronizza testo per allineare i sottotitoli.
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Configura Canali (griglia SF2 per canale)
E' sempre visibile nel form principale, a destra (prima si apriva e chiudeva con il pulsante "Extra Opzioni Tracce", che non c'e' piu'). Si aggiorna da solo ogni volta che carichi un MIDI; ricordati di premere Salva e Applica per conservare le modifiche del brano. Pannello dedicato dove assegni un SoundFont/SFZ specifico a ciascuno dei 16 canali MIDI, invece di usarne uno solo generico per tutto il brano.
Con il motore MediumQuality (motore 0) valgono Vol %, Ton e Muto della griglia, ma non i SoundFont per canale: tutto il brano suona con il SoundFont globale. Per usare un SoundFont diverso per canale scegli MaximizeQuality (file .sf2) o HigherQuality sfz (file .sfz). Se nella griglia ci sono file .sfz e il motore scelto legge solo .sf2 (MediumQuality o MaximizeQuality), un avviso elenca i canali interessati: suoneranno con il SoundFont globale.
Cosa puoi fare qui
- Assegnare un file .sf2/.sfz diverso per canale (es. un pianoforte migliore solo sul canale del piano).
- Silenziare (Muto) o regolare il volume di un singolo canale con Vol %: da 0% a 200%, default 100% (volume con cui il canale suona nel MIDI). Vale con tutti e tre i motori, nel preascolto e nel file finale.
Come si legge Vol %: regola l'ampiezza del canale, come il cursore di un mixer. Il nostro orecchio pero' non sente in modo lineare: il 50% non suona "a meta'".
| Vol % | Variazione | Come lo senti |
| 150% | +3,5 dB | un po' piu' presente |
| 80% | -2 dB | appena piu' indietro |
| 50% | -6 dB | circa due terzi |
| 30% | -10 dB | circa la meta' |
| 10-15% | -16/-20 dB | quasi sparito (meglio Muto) |
Il rapporto che imposti resta tale anche nell'MP3 finale. Dato che il brano finito viene sempre portato allo stesso volume complessivo, abbassando alcuni canali gli altri risalgono leggermente (e viceversa): e' normale. Anche sopra il 100% il valore viene rispettato: se il canale e' gia' al massimo, il programma abbassa di pari misura tutti gli altri. Consigliato tra 30% e 150%.
- Alzare/abbassare la tonalita' del singolo canale con i pulsanti +/- (colonna "Ton"): ogni passo sposta di una ottava intera (12 semitoni), con valori ammessi -1, 0, +1; default 0. Si somma alla tonalita' generale. Usalo solo per spostare uno strumento in un registro piu' adatto (es. basso che suona troppo acuto): la melodia resta la stessa, cambia solo l'altezza.
- Rimuovere l'assegnazione di una riga (tasto destro sulla riga → "Rimuovi assegnazione SF2/SFZ") se vuoi tornare al comportamento di default.
- Ripristina SoundFont di tutti i canali (come al caricamento) (tasto destro sulla griglia): svuota la colonna SoundFont di tutti i canali e la riempie di nuovo con i SoundFont di famiglia, come quando si carica il MIDI. Volumi, mute e ottave restano come sono. Utile dopo aver provato SoundFont diversi.
- Usa SF2 della famiglia / Usa SFZ della famiglia (tasto destro sulla riga del canale): assegna a quel solo canale, per questo brano, il file della sua famiglia impostato in Opzioni > SoundFont per famiglia. Compare solo la voce del tipo usato dal motore scelto: "SF2" con i motori 0 e 1, "SFZ" con il motore 2 (con il motore 0 l'assegnazione resta nella griglia ma non viene usata nel rendering). Utile per rimettere il file della famiglia dopo una scelta manuale. Vale come una scelta manuale e viene salvata con il brano.
- SoundFont e motore: il motore 1 (MaximizeQuality) usa i file .sf2 della griglia, il motore 2 (HigherQuality sfz) i file .sfz; il motore 0 (MediumQuality) mostra la colonna SF2 ma nel rendering usa solo il SoundFont globale. La griglia si riempie con la colonna SF2 o SFZ della famiglia secondo il motore, e la scelta manuale di un file (pulsante SF2/SFZ) mostra solo il tipo giusto. Cambiando motore, i file del tipo che il nuovo motore non usa vengono sostituiti con il file della famiglia del tipo giusto (se la famiglia non ne ha uno, la cella si svuota e il canale usa il SoundFont globale). Se il file sostituito era stato scelto a mano, un messaggio elenca i canali cambiati (vecchio file -> nuovo file): salva la configurazione del brano per rendere definitivo il cambio.
- Avviso "SF2 senza questo strumento": se un canale usa un file .sf2 che non contiene lo strumento richiesto dal MIDI (controllato leggendo l'elenco dei preset del file: banco 0 per gli strumenti, banco 128 per la batteria), accanto al nome dello strumento compare "ATTENZIONE: SF2 senza questo strumento". In quel caso il sintetizzatore suonera' un altro strumento, di solito un pianoforte: scegli un .sf2 GM completo o un .sfz per quel canale. Gli .sf2 che contengono un solo strumento (per esempio "harp.sf2") non danno l'avviso: il sintetizzatore usa comunque quell'unico strumento.
- Preascoltare il singolo canale isolato, per capire subito se il suono scelto funziona.
Comodita' e comportamenti automatici
- Ultima cartella: la finestra di scelta del SoundFont si apre sempre nella cartella dell'ultimo file scelto (ricordata anche dopo la chiusura del programma).
- SoundFont per famiglia: i canali senza un SoundFont assegnato ricevono automaticamente quello impostato per la loro famiglia di strumenti (vedi Pannello Opzioni). Le scelte fatte a mano non vengono mai sovrascritte.
- Suggerimento: per gli strumenti che si sentono di piu' (piano, archi, chitarra/arpa) un SFZ dedicato allo strumento suona molto meglio di un banco SF2 generico; basso e batteria di solito vanno bene anche con l'SF2 generico.
Perche' usare questa griglia invece del SoundFont unico: un SoundFont generico raramente e' ottimo per tutti gli strumenti insieme (es. buono per gli archi ma scarso sulla batteria). Assegnando SoundFont mirati per canale ottieni un mix nettamente piu' curato, al costo di un po' piu' di tempo di preparazione. Dopo le modifiche ripeti l’esportazione completa.
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Versioni del brano
Menu a tendina nel form principale, vicino ai controlli canali. Nonostante il nome non riguarda "versioni" del brano in senso musicale, ma sceglie DA DOVE arrivano le assegnazioni SoundFont per canale:
- Configurazione Globale (da INI): le assegnazioni di default, condivise da tutti i brani che carichi (quelle salvate nell'INI generale dell'app).
- Configurazione Specifica (<nome>_sf2.txt): appare solo se, accanto al MIDI caricato, esiste un file
<nomebrano>_sf2.txt - una configurazione SF2 per canale salvata apposta per QUEL brano. Selezionandola, sovrascrive temporaneamente i default globali con quella specifica.
Perche' usarlo: ti permette di curare a mano l'assegnazione SoundFont di un brano particolarmente delicato (vedi
Configura Canali, che e' il pannello che crea/modifica il file
_sf2.txt) senza intaccare la configurazione di default che usi per tutti gli altri brani.
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Pannello Opzioni (effetti avanzati)
Raccoglie una serie di migliorie opzionali, ciascuna con un proprio interruttore, applicate solo quando generi con "Qualita' Migliorata" (motore FluidSynth). Puoi renderle valide solo per il brano corrente (checkbox "solo per il brano attualmente caricato") invece che per tutti i brani.
Le opzioni disponibili
- Umanizzazione MIDI: introduce piccole variazioni naturali di tempo e intensita' (micro-timing/velocity), per rendere l'esecuzione meno "meccanica". Attiva di default: spegnila solo se il brano deve restare perfettamente a griglia (es. elettronica/dance). Quando e' attiva corregge anche l'espressione di fiati e fisarmonica: vedi Correzioni automatiche del suono.
- Respiro dei fiati: sax, ottoni singoli, ance e flauti. Ogni nota parte un po' piu' piano e cresce (soffio), le note lunghe hanno un vibrato naturale fatto solo con il pitch bend (mai la rotella), con scoop e caduta a inizio/fine frase e legato tra note vicine. Non tocca i canali che hanno gia' pitch bend o rotella nel file. Attivo di default.
- Riverbero: interruttore generale che attiva/disattiva l'ambiente scelto nel form principale (vedi Riverbero).
- Mastering: applica una leggera catena finale (limiter permissivo che contiene solo i picchi) per dare piu' corpo e uniformita' al volume percepito. Attivo di default: spegnilo solo se senti il mix perdere dinamica o "punch".
- Anti-molla pianoforte (con soglia regolabile): solo sul pianoforte, se una nota cala di colpo di volume rispetto alla precedente (es. dopo un accordo accentato) la "solleva" invece di lasciarla crollare. Attivo di default. La soglia caduta massima va da 0 a 40 (calo di velocity tollerato), default 15, consigliato 10-20. Valori bassi (5-10): interviene quasi sempre, suono piu' uniforme ma meno dinamico (0 = interviene su qualsiasi calo). Valori alti (25-40): interviene solo sui salti piu' bruschi, piu' contrasto naturale ma l'effetto molla puo' ricomparire.
- Chorus: leggero raddoppio/detuning del suono, da' piu' ampiezza ad alcuni timbri (es. archi, pad). Attivo di default. Spegnilo se preferisci un suono piu' secco e diretto, specialmente su strumenti solisti.
- Allarga la stereofonia (con intensita'): rende il mix piu' ampio stereo. Disattivata di default perche' puo' creare problemi se il brano viene poi ascoltato in mono. L'intensita' va da 0.10 a 3.00, default 1.50; 1.00 = nessuna modifica (sotto 1.00 il mix si restringe). Consigliato 1.20-1.50: allargamento percepibile ma senza artefatti. Valori alti (2.00-3.00): effetto molto marcato, suono innaturale e rischio di buchi in riproduzione mono. Con lo stile Pop veloce lascia questa opzione disattivata: la Produzione di quello stile restringe gia' da sola lo stereo, e sommarci un allargamento manuale da' un risultato incoerente.
- Boost bassi / Boost acuti (con intensita' in dB): rinforzano rispettivamente le frequenze basse o alte del mix. Entrambi disattivati di default. Intensita' da 0 a +12 dB, default +5 dB, consigliato +2/+5 dB (rinforzo leggero, quasi trasparente). Valori alti (8-12 dB): bassi "boomy"/impastati o acuti taglienti/sibilanti, e il limiter del Mastering interviene spesso. Accendili solo se il mix e' davvero debole in basso o in alto.
- SoundFont per famiglia di strumenti... (pulsante): una tabella in cui associ un file .sf2 o .sfz a ciascuna famiglia di strumenti General MIDI (Pianoforte, Chitarra, Basso, Archi, Ottoni, Batteria, ecc.). Quando carichi un brano, ogni canale senza un SoundFont gia' scelto riceve automaticamente quello della sua famiglia; le scelte fatte a mano nella griglia dei canali hanno sempre la precedenza. Lascia vuota una famiglia per usare il SoundFont globale.
Piano elettrico: i programmi 4 (Rhodes) e 5 (piano elettrico FM) hanno una famiglia propria, "Piano elettrico (4-5)", separata dal Pianoforte: cosi' un canale Rhodes non riceve piu' il file del pianoforte a coda. Se la famiglia e' vuota il canale usa il SoundFont globale; la ricerca automatica la compila cercando nomi come "rhodes", "epiano", "wurlitzer".
Arpa: allo stesso modo il programma 46 (Arpa) ha la famiglia "Arpa (46)", separata da "Archi (40-45, 47)": prima un canale arpa poteva ricevere un violino o una viola. La ricerca cerca "harp", "arpa", "concert harp" (e scarta "harpsichord", il clavicembalo).
Fisarmonica: i programmi 21-23 (fisarmonica, armonica a bocca, fisarmonica tango) hanno la famiglia "Fisarmonica e armonica (21-23)", separata da "Organo (16-20)": prima ricevevano l'organo.
Due colonne, SFZ e SF2: ogni famiglia puo' avere sia un file .sfz sia un file .sf2. Quale dei due viene usato lo decide il motore (prima si sceglieva un file "attivo" con un clic): la colonna SF2 con il motore 1, la colonna SFZ con il motore 2. Con il motore 0 (MediumQuality) la griglia si riempie con la colonna SF2, ma il rendering usa solo il SoundFont globale. Scegli... (o doppio clic) mette il file nella colonna giusta in base all'estensione; un .sfz senza campioni audio viene rifiutato. Rimuovi svuota la cella selezionata (sulla colonna Famiglia svuota entrambe). Cerca SFZ... e Cerca SF2... cercano ciascuno solo il proprio tipo di file, ognuno nella sua cartella (ricordata separatamente): comodo se tieni gli SFZ e gli SF2 in cartelle diverse. Compilano solo le celle vuote di quella colonna. Se invece tieni .sfz e .sf2 nella stessa cartella va bene lo stesso: scegli quella cartella con Cerca SFZ... (prende solo i .sfz) e poi di nuovo con Cerca SF2... (prende solo i .sf2). SF2 unico per tutte: scegli un solo .sf2 (tipicamente un GM completo come FluidR3 GM) e viene inserito nella colonna SF2 di tutte le famiglie dove e' vuota.
Rifare la ricerca da zero: premi Azzera griglia, poi Cerca in una cartella..., controlla le proposte e premi Salva. Se un canale della griglia del brano ha gia' un file assegnato a mano, quello resta: svuota la cella o riassegnala con SF2/SFZ.
- Perche' sento un pianoforte al posto dello strumento? Con i file .sf2 capita quando il SoundFont del canale non contiene il programma richiesto (per esempio Arpa 46, Piano elettrico 4, Flauto 73): succede con gli .sf2 che contengono un solo strumento, con SoundFont GM incompleti o con lo strumento in un banco diverso. In quel caso il sintetizzatore ripiega sul primo strumento disponibile, di solito un pianoforte. Le note restano giuste, cambia solo il timbro. Soluzione: sul canale usa un .sf2 GM completo (per esempio FluidR3 GM) o, meglio, un .sfz specifico per quello strumento.
- Azzera griglia (pulsante nella tabella): svuota in un colpo tutte le famiglie, dopo una conferma. Serve per rifare da zero la ricerca automatica, che compila solo le famiglie vuote. La modifica diventa definitiva solo premendo Salva; con Annulla torna tutto come prima. Non tocca i file assegnati a mano ai canali nella griglia del brano.
- Cerca in una cartella... (pulsante nella tabella): scegli una cartella (per esempio quella dove tieni tutti i tuoi SoundFont) e il programma la esamina insieme a tutte le sue sottocartelle alla ricerca di file .sfz e .sf2. Per ogni famiglia rimasta vuota propone il file che sembra piu' adatto, in base alle parole contenute nel nome del file e delle cartelle (per esempio "piano", "guitar", "strings", "violin", "brass", "drums", anche in italiano: "chitarra", "archi", "batteria"...). I file .sfz sono preferiti ai .sf2; per il Pianoforte viene preferito il piano acustico rispetto a quello elettrico. Le famiglie gia' compilate non vengono mai toccate e le cartelle nascoste vengono saltate. Scelta per qualita': il nome serve solo a trovare i candidati; poi il programma apre ogni candidato (fino a 25 per famiglia) e misura, solo per lo strumento che interessa: quanti campioni diversi coprono la tastiera, quanti livelli di dinamica ha (suoni diversi piano/forte), la frequenza di campionamento (44,1/48 kHz o meno), i bit (16 o 24), se e' stereo e quanto pesano i dati audio; per i .sfz anche le alternanze round robin. Ne esce un voto da 0 a 10 e vince il voto piu' alto (a parita', il nome piu' pertinente). Per i .sfz vengono controllati tutti i file audio (wav/flac/ogg) citati: se ne manca piu' del 20% il file viene scartato, se ne mancano pochi resta in gara ma perde 3 punti. Un .sf2 con piu' strumenti che non contiene lo strumento della famiglia viene scartato (suonerebbe un altro strumento). Se per una famiglia nessun file ha un nome adatto, con Cerca SF2... viene proposto un SF2 GM completo (almeno 100 strumenti) presente nella cartella che contiene quello strumento con un voto di almeno 3. Alla fine un messaggio elenca le proposte con il motivo, per esempio "Pianoforte -> Salamander.sfz, qualita' 10/10: 30 campioni sulla tastiera, 16 livelli di dinamica, 48 kHz, 24 bit, stereo [il migliore di 6 candidati]", e le famiglie per cui non e' stato trovato niente. Per riferimento, FluidR3 GM prende 1-5. Il riepilogo compare in una finestra larga con barra di scorrimento e viene salvato anche nella cartella home dell'utente, per consultarlo in seguito:
CreaVideoLyrics_ricerca_SFZ.log (Cerca SFZ...) e CreaVideoLyrics_ricerca_SF2.log (Cerca SF2...), ciascuno con data, cartella esaminata e l'ultima ricerca fatta. Librerie senza .sfz: durante Cerca SFZ... se trova una libreria di campioni audio (wav/flac/ogg) che non ha nessun file .sfz, il programma lo crea da solo nella cartella dei campioni, con il nome <cartella>_auto.sfz, e lo mette in gara con gli altri (nel riepilogo compare "[.sfz creato automaticamente]" e l'elenco dei file creati). Servono almeno 3 note diverse leggibili dal nome dei file ("C4", "a#3", "Db2", "060"; si usa la convenzione C4 = do centrale = 60); la dinamica viene dal nome o dalla sottocartella (p, mf, f, ff, soft/hard, v1, v2...) e le alternanze da "rr1", "rr2"... I file con noise, release, fx, gliss, fret, mute nel nome vengono ignorati. Non viene mai creato nulla per i campioni "avanzati" dentro una libreria che ha gia' i suoi .sfz (rumori, release, articolazioni che l'autore non ha usato). Il file creato si puo' modificare o cancellare. Il voto misura la ricchezza dei campioni, non il gusto: controlla sempre il risultato (puoi correggere una riga con Scegli... o Rimuovi) e poi premi Salva per confermare; Annulla scarta tutte le proposte. Sono sfavorite le varianti che richiedono keyswitch o mod wheel (nomi con "KS", "keyswitch", "modwheel", "DXF", "CC1", "xfade"); se un .sfz suona muto, la causa piu' comune e' che i suoi campioni audio non si trovano nella cartella prevista. Il controllo legge anche i percorsi scritti con variabili (#define $NOME ...) usate da molte librerie orchestrali. Lo stesso controllo vale quando scegli a mano un .sfz per un canale nella griglia (pulsante SF2/SFZ): se i campioni mancano compare l'avviso SFZ senza campioni audio e il file non viene assegnato, perche' suonerebbe muto. Se tutto il mix del preascolto risulta muto (per esempio l'unico canale attivo ha un SFZ senza campioni) la normalizzazione del volume viene saltata invece di bloccare il preascolto con un errore di FFmpeg: in quel caso controlla i SoundFont dei canali. La cartella scelta viene ricordata per la volta successiva. Per cartelle molto grandi la ricerca si ferma a 20000 file: in quel caso scegli una cartella piu' specifica.
Livello dello stereo compensato: l’allargamento e il restringimento conservano il bilanciamento spettrale medio del mix. Il programma misura centro e lati su finestre distribuite nel brano e calcola una compensazione per frequenza, fissa per tutto il brano: riduce gli aumenti e recupera le attenuazioni causati dal solo effetto stereo, entro 12 dB. Non applica un taglio fisso ai piatti e non cambia note, velocity o kit MIDI. Con intensità 1,00 il passaggio è escluso. La misura usa l’accompagnamento anche quando la guida è udibile; vale per preascolto ed esportazione audio dei motori 0, 1 e 2. L’effetto richiede una misura e un passaggio audio aggiuntivi; gli equilibri locali possono variare rispetto alla media del brano.
Perche' (e quando) attivarle: queste opzioni migliorano il risultato ma vanno pesate una per una, non tutte insieme "a scatola chiusa" - alcune possono essere in contrasto tra loro sullo stesso brano.
Umanizzazione e Chorus quasi sempre aiutano e hanno rischio basso.
Mastering e' consigliato in quasi tutti i casi, tranne se noti che schiaccia troppo la dinamica.
Anti-molla piano e' attivo di default e agisce solo sul pianoforte: spegnilo solo se vuoi sentire le dinamiche del MIDI esattamente come scritte (es. un brano per piano solo con forti contrasti voluti).
Stereo widen e bass/treble boost sono correttivi mirati: usali quando il mix "di base" ha un problema specifico (troppo stretto, troppo debole in basso/alto), non come impostazione permanente.
Nota su prestazioni: piu' opzioni attivi, piu' lunga sara' la generazione del file audio con "Qualita' Migliorata". Usa "Applica e Ascolta" per valutare rapidamente l'effetto di una modifica sul solo canale/brano corrente prima di un export completo.
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Altre opzioni del pannello Opzioni
Oltre alle voci descritte in Pannello Opzioni, il pannello contiene queste opzioni. Valgono per tutti i brani o, con «solo per il brano attualmente caricato», solo per il brano corrente.
- Bilancia i volumi: misura il volume percepito di ogni canale e riporta in linea quelli troppo forti rispetto agli altri (batteria e basso hanno regole dedicate); recupera anche i cali isolati di volume. Con questa opzione attiva anche MediumQuality (motore 0) misura le parti audio e il preascolto prepara tutto il brano prima di partire: l’attesa iniziale è più lunga, ma i riascolti con le stesse impostazioni sono immediati. Dettagli in Correzioni automatiche del suono (bilanciamento automatico dei canali).
- Proteggi il canto (attivo di default): dove canta la guida (di solito il canale 4, quello del mute) abbassa gli strumenti che la coprono, cioè piani, piano elettrico, archi e chitarre, e limita il basso; può ridurre anche la batteria (con il kit Room se il taglio è forte; la scelta del kit nel menu Batteria ha la precedenza) e limitare tom, conga e splash troppo forti. Interviene solo sulle velocity, fino a -40%, nelle finestre in cui la guida canta e sulle note vicine al suo registro (circa un’ottava sopra e sotto). Tempi e testi non cambiano e il MIDI originale non viene toccato. Se non viene riconosciuta una linea di canto, non cambia nulla.
- Raddoppio degli strumenti d’insieme (attivo di default): organi, fisarmonica, chitarre, violino, archi, cori, sezioni di ottoni, sax e pad vengono suonati da due voci, come un insieme di più esecutori. L’originale resta un po’ più basso e spostato di lato; l’«ombra» suona le stesse note su un altro canale, dalla parte opposta, a volume ridotto (40-63%) e con un’intonazione leggermente diversa (da 3 a 11 centesimi). Non si raddoppiano mai batteria, bassi, pianoforti e arpa; si crea una sola ombra per famiglia di strumenti, e i canali con file .sfz non vengono raddoppiati. È scritto nel MIDI che viene suonato: il file originale non cambia.
- Trasforma cori in archi: i cori GM 52–54 vengono suonati come archi (GM 48). Utile quando il SoundFont rende i cori troppo artificiali.
- Valvola e Bassi multibanda (spenti di default): effetti sul mix dei canali, con gli stessi parametri del player OLW. Valvola aggiunge un calore da amplificatore a valvole (armoniche pari e dispari, senza toccare i suoni molto piccoli). Bassi multibanda comprime la banda sotto i 120 Hz e ne aggiunge le armoniche, così il basso si sente anche su casse piccole. Si applica prima la valvola, poi i bassi. Bassi multibanda e Boost bassi si escludono a vicenda: accendendone uno si spegne l’altro.
- Ricerca SoundFont più veloce: nella tabella SoundFont per famiglia la ricerca analizza i candidati in parallelo, usando le CPU disponibili. Cambia solo la velocità: ordine di scelta, punteggi e assegnazioni restano quelli di prima. Durante la ricerca la finestra resta aperta e i comandi sono bloccati; riepilogo e log riportano le CPU usate e il tempo totale. Raccolta delle cartelle e creazione automatica degli .sfz restano in sequenza.
- Passare subito a Crea video: se il MIDI ha i testi, al termine di Crea File Audio e srt per Video il programma crea anche l’SRT e chiede «Vuoi passare subito a Crea video?». Con Sì si apre Crea video con l’MP3 e l’SRT già compilati (se era già aperto, i suoi campi vengono sostituiti) e la cartella non si apre; con No la cartella si apre come prima. Se il MIDI non ha testi non c’è l’SRT e la domanda non compare.
- File .parole: quando il MIDI contiene i testi, Crea File Audio e srt per Video scrive accanto all’SRT anche un file con lo stesso nome e l’estensione
.parole, con i tempi delle singole parole. Lo usa Crea video per evidenziare le parole man mano che vengono cantate.
- Menu degli altri moduli: Sincronizza parole e Crea video hanno ciascuno la propria barra con i menu Brani e ?. In Sincronizza parole Brani contiene l’archivio MP3 e Apri cartella MP3; in Crea video l’archivio Video. Le voci ? (Aiuto, Informazioni su) sono le stesse del form principale. Vedi Sincronizza parole e Crea video.
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Impostazioni consigliate per genere
Valori trovati confrontando i nostri render con le registrazioni originali (volume, timbro per fasce di frequenza e larghezza stereo misurati). Sono un punto di partenza: si salvano per un solo brano con "Usa queste opzioni solo per il brano attualmente caricato".
Preset di genere: nel menu Preset Stili (non piu' nel pannello Opzioni) scegli un genere e imposta in un colpo tutte le voci qui sotto (compresi motore idx 1 e riverbero IR del form principale). Il preset resta attivo (segnato nel menu) e vale per i brani che carichi da quel momento; i brani che hanno gia' opzioni proprie salvate non cambiano. Se poi modifichi le Opzioni a mano il segno sparisce, e ogni voce resta modificabile. Preset disponibili: Dance / Disco / Funk (IR "Ruby Room") e Lento / Ballad / Jazz (IR "Hall", eco dei fiati attenuata) e Pop (IR "Studio", corto e asciutto, stereo raccolto) e Blues (IR "Ruby Room", stanza da club, eco dei fiati attenuata; per Blues lento e Blues shuffle) e Rock blues (IR "Studio", correzioni con groove e colla, fiati pieni). I preset regolano solo il suono: per trasformare il brano (strumenti, dinamica, produzione) c'e' la voce Scelta stile... del menu Strumenti.
Dance, disco, funk (molti strumenti, ritmo in primo piano)
- Motore: idx 1 (rendering per canale): separazione e aria molto migliori del motore 0.
- Chorus FluidSynth: spento. Sdoppia e sfasa ogni strumento: gli strumenti si "spalmano" su tutto lo spazio e non si capisce piu' dove sono.
- Allargamento stereo: spento (al massimo 1,2). Con valori alti i lati diventano forti quanto il centro e si perde la distinzione destra/sinistra.
- Boost bassi e acuti: spenti. Cassa e basso della disco sono gia' pieni: il boost impasta il fondo.
- Correzioni per famiglia: tutte accese, in particolare Groove per canali meccanici, Mastering: presenza e Mastering: colla del mix.
- Riverbero IR: facoltativo; "Ruby Room" o "Studio". Non riceve i bassi, quindi non impasta cassa e basso.
Perche': con queste impostazioni "Disco Inferno" e' passato da un suono "tutto al centro" (lati forti quanto il centro, bassi +4 dB, presenza -10 dB, 4,5 dB sotto il volume standard) a una scena stereo e un timbro quasi identici alla registrazione originale.
Lenti, ballad, jazz (pochi strumenti, fiati e pianoforte in evidenza)
- Motore: idx 1.
- Riverbero IR: acceso ("Hall" o "Ruby Room"): qui l'ambiente fa parte del suono.
- Correzioni per famiglia: fiati, archi e voci accese (legato, vibrato da sax, scivolate). Groove non serve (i lenti sono gia' suonati), colla del mix meglio spenta per non togliere dinamica; presenza da provare, su piano e voce puo' risultare aspra.
- Copie in eco dei fiati: se un sax e' ripetuto in eco su altri canali e suona falso, scegliere "Attenua" o "Elimina".
Perche': e' la combinazione con cui "Ancora (Jazz Version)" e' diventato "arioso, aperto, mai statico" sull'impianto da serata.
Scelta Stile
La voce Strumenti > Scelta stile... trasforma il brano caricato in uno stile, sempre nello stesso modo. A differenza dei preset di genere delle Opzioni, che regolano solo il rendering, qui cambia il brano stesso, su tre livelli che si possono accendere e spegnere:
- Arrangiamento: quali strumenti suonano (es. il pianoforte diventa chitarra acustica con gli accordi pennellati);
- Interpretazione: come vengono suonati (dinamica piu' raccolta e morbida, rallentando sulle ultime battute);
- Produzione: il suono finale (equalizzazione, compressione, riverbero, sfumata), applicata nel preascolto e nell'MP3.
Il cursore Intensita' dosa tutti e tre (70% = valori di riferimento). Applica crea un nuovo MIDI <brano>_<stile>.mid nella cartella _Files, con la sua configurazione (copiata da quella del brano; i canali che cambiano strumento ricevono il SoundFont della nuova famiglia) e lo carica: l'originale non viene toccato e l'MP3 ha un nome distinto. Poi si ascolta con il normale preascolto. Questo MIDI contiene solo la trasformazione dello stile: per avere un MIDI con dentro anche correzioni e umanizzazione, da usare fuori dal programma, c'e' Esporta MIDI corretto. Riaprendo Scelta Stile da una versione con stile, le scelte ripartono da quelle usate e lo stile viene sempre rifatto partendo dall'originale (mai uno stile sopra l'altro); Torna all'originale ricarica il brano di partenza.
Produzione che si adatta al brano: ogni stile ha un profilo di riferimento misurato su una versione di riferimento del genere: quanto pesano bassi, medi e acuti (7 bande), quanto sono larghi i lati rispetto al centro e quanta dinamica c'e'. Durante il mix il programma misura il tuo brano, con il SoundFont e il motore che stai usando, e calcola da solo equalizzazione, larghezza stereo e compressione per avvicinarsi al profilo; una seconda misura corregge l'errore rimasto. Il risultato quindi non dipende piu' dal banco suoni. Il cursore Intensita' dice quanto avvicinarsi (70% = fino al riferimento). Nel messaggio finale dell'MP3 compare lo scarto rimasto ("profilo stile: scarto max ... dB"). Il mix di un brano con stile richiede qualche secondo in piu'.
Stili disponibili: Ballad morbida acustica, tarato ascoltando e misurando "Dove": pianoforte acustico → chitarra acustica steel, piano elettrico → chitarra nylon (pennata piu' lenta e morbida) (pennata in giu' sui tempi, in su e piu' leggera sui controtempi, voicing Mi2-Sol5 con al massimo 6 corde), velocity avvicinate alla mediana del canale, rallentando fino a +15% sulle ultime due battute, bassi +3 dB, meno 600 Hz, 4,5 kHz e 8 kHz, compressione morbida (gamma dinamica da circa 7 a circa 4 LU), riverbero IR +20%, sfumata di 6 secondi.
Pop veloce, tarato ascoltando e misurando "Ora che non ho piu' te": pensato per MIDI guida gia' arrangiati in stile pop (basso, chitarra/synth ritmici, batteria vera) - Arrangiamento non modifica strumenti o note. Interpretazione: se attiva, crescendo di dinamica verso i ritornelli (fino al 25% di velocity in piu' a piena intensita'), rilevando da solo strofe e ritornelli dal MIDI; batteria e archi/pad vengono pero' limati nei ritornelli in proporzione al balzo dato agli altri suoni, cosi' non risultano sproporzionati. Produzione: brillantezza/presenza rinforzate (fino a +11 dB 6-12 kHz, +8 dB 2-6 kHz, +6 dB 12-16 kHz, +4 dB sub/basso), compressione piu' veloce e decisa, riverbero corto, stereo leggermente piu' raccolto verso il centro.
Blues lento, tarato ascoltando e misurando "Tennessee Whiskey" (Chris Stapleton): per blues e soul-blues lenti (12/8 o 4/4 lento) con MIDI guida gia' arrangiati. Arrangiamento: chitarre acustiche → chitarra elettrica pulita (il programma scarta i SoundFont distorti/overdrive e ripiega sul SoundFont globale), organi e pad synth → organo Hammond, basso elettrico plettro/fretless/slap/synth → basso finger; pianoforte, fiati e melodia restano come sono. Interpretazione: nessun cambio di note ne' di ritmo (niente swing aggiunto), batteria un po' piu' leggera, leggero crescendo nei ritornelli (+15% a intensita' 70, con margine: i canali gia' vicini a 127 vengono riscalati invece di schiacciarsi), rallentando finale solo se il MIDI non ce l'ha gia'. Produzione: medio-bassi piu' puliti, piu' presenza e un filo di brillantezza, compressione leggera e limitatore dei picchi (colpi meno sporgenti, come nei mix professionali), nessuna sfumata finale (il brano si canta fino in fondo). Da abbinare al preset di genere Blues delle Opzioni.
Blues shuffle, tarato su "Sweet Home Chicago" (Blues Brothers): per blues con il passo "saltellato" (ottavi terzinati) e band con fiati. Arrangiamento come il Blues lento. Interpretazione: nessun cambio di note; il programma controlla se il MIDI e' gia' in shuffle e lo dice nel riepilogo (se ha gli ottavi dritti, per ora li lascia dritti); leggero crescendo nei ritornelli; batteria piena. Produzione: meno bassi, molta piu' presenza e brillantezza (fiati e chitarre davanti), stereo piu' largo, limitatore dei picchi, nessuna sfumata.
Rock blues, tarato su "Diavolo in me" (Zucchero): per rock-blues con ottavi o sedicesimi dritti, chitarre distorte e fiati. Arrangiamento: nessuna modifica. Interpretazione: crescendo nei ritornelli piu' deciso che nei blues (+20% a intensita' 70), col margine sulle velocity gia' alte. Produzione: piu' presenza (chitarre e fiati avanti), un filo meno di aria, stereo appena piu' raccolto, limitatore dei picchi, nessuna sfumata.
Pop veloce e "Allarga la stereofonia": la Produzione del Pop veloce restringe gia' leggermente lo stereo per dare piu' centro e "punch" al mix. Se nel pannello
Opzioni hai anche attivato manualmente
Allarga la stereofonia, i due effetti si sommano e possono creare un risultato incoerente (un mix che si allarga e si restringe nello stesso momento). Con il Pop veloce lascia quindi
disattivata l'opzione manuale di allargamento stereo.
Stili a famiglia (Funk, Melodico italiano, Disco, Jazz, Latin / Bossa, Country / Folk, Reggae, House, Hip Hop, Elettronica, R&B): per questi stili l'Arrangiamento e' conservativo. Gli strumenti del brano restano quelli del MIDI; l'unico cambio e' il basso sintetico (programmi 38 e 39), che diventa basso elettrico. L'Interpretazione non cambia nulla. Il carattere dello stile viene dalla Produzione, che avvicina il suono del tuo brano a un profilo di riferimento misurato su una registrazione vera:
- Funk: "Get Down On It" (Kool & The Gang) - bassi pieni, dinamica compatta;
- Melodico italiano: "Una lunga storia d'amore" (Gino Paoli) - stereo ampio, riverbero morbido, sfumata finale;
- Disco: "Le Freak" (Chic) - bassi e medi pieni, stereo stretto, niente sfumata;
- Jazz: "Sinatra" - dinamica naturale e aperta, riverbero leggero;
- Latin / Bossa: "Garota de Ipanema" - suono scuro con pochissima aria, stereo ampio;
- Country / Folk: "Take Me Home, Country Roads" (John Denver) - medi pieni, suono caldo e acustico;
- Reggae: "Jamming" (Bob Marley & The Wailers) - basso molto in evidenza, stereo stretto, dinamica compatta;
- House: "Gypsy Woman (She's Homeless)" (Crystal Waters) - bassi pieni, stereo quasi centrale;
- Hip Hop: "Gangsta's Paradise" (Coolio) - bassi molto pieni, aria contenuta, dinamica compatta;
- Elettronica: "Sandstorm" (Darude) - bassi pieni, aria presente, stereo ampio;
- R&B: "Say My Name" (Destiny's Child) - bassi presenti ma non profondi, aria molto presente, stereo ampio.
Pulizia del MIDI: negli stili a famiglia, con l'Arrangiamento attivo, il programma toglie anche tre cose che disturbano all'ascolto: (1) i canali muti nel MIDI (velocity media sotto 5), che con alcuni SoundFont si sentirebbero lo stesso; (2) una chitarra di contorno, cioe' con strumento diverso dalla chitarra principale e meno del 15% delle sue note (pochi accenti che spesso stonano con l'accompagnamento); (3) quando due chitarre hanno lo stesso strumento, quella con meno note scende al 60% di volume e fa da ombra. Inoltre le note troppo corte di chitarre, archi, fiati e pad vengono allungate fino a 180 ms (senza invadere la stessa nota successiva), e nei cori si tolgono le note sotto i 260 ms (passaggi da tastiera che un coro vero non canta), il pedale di sustain, e le note oltre il Sol5 scendono di un'ottava; un coro con velocity piatta e alta va al 75% di volume. Le parti cantate non vengono mai toccate. Il riepilogo finale elenca le righe "Pulizia: ...". Negli stili, inoltre, un piano elettrico che tiene il tappeto (accordi lunghi) resta piano elettrico, e un coro "Aah" resta coro: non diventano piu' archi o organo sintetici.
Aprire un MIDI con doppio clic o "Apri con"
- Cosa fa: Crea Video Lyrics compare tra i programmi proposti per i file .mid, .midi e .kar (tasto destro sul file → "Apri con"). Aprendo un MIDI cosi', dopo il controllo della licenza si apre direttamente "Midi to Mp3" con il file gia' caricato.
- Windows: registrato dall'installazione, senza cambiare il programma predefinito. Per usarlo sempre con il doppio clic: tasto destro → Apri con → Scegli un'altra app → Crea Video Lyrics → "Usa sempre".
- macOS: il Finder lo propone in "Apri con" dopo il primo avvio dell'app; per il doppio clic: Ottieni informazioni → Apri con → Crea Video Lyrics → "Modifica tutto".
- Linux: l'AppImage dichiara i tipi MIDI; il menu "Apri con" la mostra se l'AppImage e' integrata nel sistema (per esempio con AppImageLauncher o Gear Lever).
Perche': e' il modo piu' rapido di arrivare al preascolto partendo dalla cartella dei MIDI, senza cercare il file dentro l'app.
Esporta MIDI corretto
- Cosa fa: il pulsante Esporta MIDI corretto (sotto "Crea File Audio") salva accanto al MIDI caricato il file NomeBrano_corretto.mid, con tutti i canali passati dalla stessa catena del rendering. L'originale non viene mai modificato. Se e' caricata una versione con stile, il file finisce nella cartella _Files col nome della versione (es. NomeBrano_<stile>_corretto.mid).
- Differenza con Scelta Stile: il MIDI creato da Scelta Stile contiene solo la trasformazione del brano (arrangiamento, interpretazione); correzioni per famiglia, umanizzazione, tonalita', volumi e pan vengono applicati "al volo" durante preascolto e rendering, e restano fuori dal file. Il MIDI corretto invece li scrive tutti dentro: e' il file da portare fuori dal programma. Si possono usare insieme: applichi uno stile, poi esporti il MIDI corretto della versione con stile.
- Correzioni per famiglia: legato, vibrato, espressione, code e rilasci, note ribattute (vedi "Correzioni automatiche del suono").
- Umanizzazione: dinamica (velocity) ricalibrata e variata, respiro dei fiati, pedale del pianoforte, fine delle note ammorbidite (mai oltre la nota successiva dello stesso canale, cosi' al cambio d'accordo gli accordi non si sovrappongono), pan. Comprende anche le correzioni. Il tempo delle note (attacchi) non viene spostato.
- Impostazioni del form: tonalita', ottave per canale, volume di ogni canale (scritto come CC7) e attenuazione degli strumenti raddoppiati.
- Escludi i canali in mute (spenta di default): il MIDI esportato contiene tutti i canali, melodia compresa. Attivandola si ottiene un MIDI per karaoke, senza i canali in mute, come l'audio.
Perche': il MIDI corretto e umanizzato si puo' usare su qualunque expander, tastiera arranger o sequencer e suona come il preascolto (a parte i suoni dei SoundFont e gli effetti audio). L'umanizzazione e' riproducibile: lo stesso brano con le stesse impostazioni da' sempre lo stesso MIDI, cosi' le esportazioni si possono confrontare.
Quando disattivare le opzioni: togliere "Impostazioni del form" per avere il brano completo nella tonalita' originale; togliere l'umanizzazione per un MIDI solo corretto, da rifinire a mano in un sequencer. Non entrano nel MIDI riverbero IR, mastering, allargamento stereo e boost (sono effetti audio) e il tappeto archi.
Correzioni automatiche del suono
Tre correzioni che il programma applica da solo durante preascolto, preascolto del canale, "Crea File Audio". Nessuna modifica il MIDI originale: si lavora sempre su copie temporanee.
1. Espressione di fiati e fisarmonica
- A chi si applica: ai canali di fiati (sax e ance, ottoni, flauti: programmi GM 56-79) e di fisarmonica / armonica (21-23), con tutti i motori (MediumQuality, MaximizeQuality e HigherQuality sfz), compreso il preascolto veloce di MediumQuality.
- Cosa fa: fraseggio legato (solo fiati): se tra due note c'e' un buco piu' corto di 90 tick, circa un sedicesimo, la prima viene allungata fino alla seconda, e le note isolate piu' corte di 80 tick vengono allungate fino a 80 tick; gli attacchi non cambiano mai, quindi ritmo e note restano quelli scritti, ma il sax non suona piu' "staccato da tastiera"; vibrato ricentrato: se durante una nota tenuta il vibrato oscilla solo sotto (o solo sopra) l'intonazione in vigore all'attacco, viene spostato in modo da oscillare attorno alla nota e ristretto al 40% della sua ampiezza (un vibrato largo quasi mezzo semitono suona stonato; quello di un sax vero sta intorno a ±15-20 centesimi), cosi' lo strumento non suona piu' calante ne' "ondeggiante"; discese di volume piu' graduali (l'espressione non scende piu' di 25 unita' ogni ottavo circa, cosi' i cali somigliano a un respiro e non a un gradino); tolti i buchi di espressione brevissimi (volume CC11 che crolla di oltre 40 e risale entro 60 tick, circa un sedicesimo); espressione compressa tra 50 e 127 invece che tra 0 e 127.
Perche': molti MIDI "suonati" imitano il fiato del musicista con bend ampi e continui cali di espressione. Con un campione fermo (SF2 o SFZ) il volume "si sgonfia" e fa dei buchi sopra un suono immobile: il risultato e' finto, soprattutto su sax e fisarmonica.
Quando si applica / come disattivarla: e' attiva quando e' attiva l'Umanizzazione MIDI in Opzioni. Disattivando l'Umanizzazione il MIDI viene suonato esattamente come e' scritto (utile se il MIDI e' gia' curato per uno strumento virtuale specifico che gestisce bene bend ed espressione).
Valori: espressione minima 50 su 127 (circa -8 dB rispetto al massimo, invece del silenzio).
Intonazione: il pitch bend non viene ridotto ne' azzerato. L'unico intervento e' il ricentraggio del vibrato, che scatta solo se sono vere tutte queste condizioni: la nota e' tenuta, dopo i primi 120 tick (circa un ottavo, l'attacco con la sua "scivolata" resta intatto) ci sono almeno 4 valori di bend che salgono e scendono almeno 4 volte (un vibrato, non una piegata voluta in una sola direzione), e la loro media e' lontana dall'intonazione iniziale piu' di circa 1/13 di semitono dallo stesso lato. Il controllo e' fatto nota per nota anche quando il fraseggio legato fa sovrapporre o toccare le note: quando parte una nota nuova, il vibrato della precedente viene valutato e chiuso li'. A fine nota il bend torna al valore originale. Il resto del bend resta come e' scritto. In molti MIDI il bend fa parte dell'intonazione stessa: per esempio sale di due semitoni e resta alzato per le note successive, scritte piu' basse. Ridurlo o azzerarlo renderebbe lo strumento stonato.
2. Compensazione degli SFZ registrati bassi
- A chi si applica: a ogni canale che usa un file .sfz (motore HigherQuality sfz).
- Cosa fa: legge i valori
volume= delle regioni del file e ne fa la media; se la media e' sotto -3 dB alza quel canale per riportarla verso 0 dB.
Perche': alcune librerie registrano gli strumenti molto piu' bassi degli altri (esempio reale: un sax alto con regioni a -6 e -12 dB). Nel mix quello strumento spariva sotto gli altri anche se il MIDI lo suonava forte.
Valori: correzione massima +12 dB; gli .sfz con media tra -3 e 0 dB (o senza volume=) non cambiano. La correzione si somma al Vol % della griglia canali: se uno strumento ti sembra ancora troppo basso o alto, ritoccalo li'.
2b. SFZ con trasposizione errata
- A chi si applica: ai canali con un file .sfz, con il motore HigherQuality sfz, esclusa la batteria (canale 10): nei kit di batteria ogni nota corrisponde a un suono diverso (cassa, rullante, piatti...), quindi spostarle cambierebbe gli strumenti o li farebbe tacere.
- Cosa fa: se in tutte le regioni del file c'e' lo stesso
transpose= di 12 o piu' semitoni (in piu' o in meno), le note di quel canale vengono spostate della stessa quantita' al contrario, cosi' lo strumento suona all'altezza scritta nel MIDI. Nella griglia canali compare "SFZ trasposto di N semitoni (compensato)".
Perche': alcuni .sfz, di solito convertiti da altri formati, hanno una trasposizione sbagliata e suonano una o due ottave fuori posto. Esempio reale: un sax alto con transpose=19 suonava un'ottava e una quinta sopra (misurato sul file audio: note scritte Mib4, suonate Sib5).
Da sapere: trasposizioni diverse tra le regioni o minori di 12 semitoni sono considerate volute e non vengono toccate. Con i motori SF2 il file .sfz non viene usato, quindi la compensazione non serve.
2c. Volume finale del mix (normalizzazione)
- A chi si applica: al mix completo di preascolto e file finale, con tutti i motori.
- Cosa fa: misura il volume percepito dell'intero brano e applica un unico guadagno fisso, uguale dall'inizio alla fine, per portarlo a circa -16 LUFS; i picchi che superassero -1 dBTP vengono contenuti da un limitatore veloce (fino a 3 dB di limitazione, come in un mastering leggero: di piu' schiaccerebbe i colpi di batteria nei ritornelli; oltre, il guadagno viene ridotto).
Perche': prima l'obiettivo era -14 LUFS (molto forte) e, quando il guadagno richiesto era grande, la normalizzazione passava da sola a una modalita' "dinamica": all'inizio del brano il volume saliva a scatti fino a un livello altissimo. Con il guadagno fisso non ci sono piu' rampe e il livello resta confortevole.
Velocita': il mix di tutti i canali, con gli effetti e il riverbero, viene calcolato una sola volta (prima veniva rifatto per ogni passata di misura e per l'MP3) e a 48 kHz, la frequenza dell'MP3. Anche la misura del volume usa ora un filtro circa 7 volte piu' veloce (ebur128, stessi valori). La fase "Mixing e Mastering finale" dura circa la meta' o meno (nelle prove: da 47 a circa 20 secondi per 4 minuti di brano, con la Colla del mix da 72 a circa 22); il suono non cambia. A fine conversione il messaggio mostra il tempo della fase finale, diviso fra bilanciamento dei canali, mix con effetti e misura, misura della colla e creazione dell'MP3: utile per capire dove si perde tempo. Serve un po' di spazio libero su disco accanto all'MP3 per un file temporaneo (circa 90 MB ogni 4 minuti di brano), che viene cancellato alla fine. La barra di avanzamento ora cresce durante tutta la conversione: 10% preparazione del MIDI, dal 20 all'80% un passo per ogni canale renderizzato, 82% bilanciamento dei canali, dall'88 al 100% mix e creazione dell'MP3.
Valori: obiettivo -16 LUFS (tipico dei servizi di streaming); picco massimo -1 dBTP; correzione limitata a ±20 dB. Il Volume generale del form si applica dopo la normalizzazione, quindi e' un vero controllo del volume in uscita: 100 = livello normalizzato (-16 LUFS), sotto 100 piu' basso, sopra 100 piu' alto (in quel caso un limitatore impedisce che i picchi saturino).
2e. Correzioni per famiglia di strumento
Dinamiche già suonate: non vengono più allargate automaticamente a 25–127. Le variazioni aggiuntive e l’anti-molla piano sono limitati alle parti ancora meccaniche; la batteria non riceve una seconda normalizzazione dopo il groove. Gli azzeramenti CC11=0 restano silenzi, anche se brevi: alla riapertura non viene recuperato il vecchio picco.
Wheel delle chitarre GM 24–31: le escursioni transitorie che ritornano al centro vengono eliminate. Una piegata viene conservata se resta vicino al picco per almeno 300 ms, non soltanto perché l’intera rampa dura a lungo. I bend senza ritorno al centro restano per non perdere intonazioni permanenti.
- A chi si applica: a tutti i canali tranne la batteria, con l'Umanizzazione attiva, in preascolto e file finale.
- Cosa fa: riconosce la famiglia dello strumento di ogni canale e applica solo le correzioni adatte a come quello strumento si suona:
- Fiati e synth solisti (GM 56-87): legato sotto i 90 tick, note isolate almeno 80 tick, vibrato ricentrato, espressione morbida (CC11 da 50 a 127).
- Archi tenuti e cori: legato ed espressione vengono corretti secondo la famiglia. Sugli archi si ammorbidiscono i cali rispetto al picco recente senza alzare le parti basse scritte dall’autore; CC11=0 resta sempre zero.
- Fisarmonica e armonica (21-23): vibrato ricentrato ed espressione morbida, senza legato.
- Basso (32-39): le note brevissime arrivano ad almeno 40 tick, senza toccare la nota dopo: lo staccato resta, sparisce il "tronco".
- Chitarre GM 24–31: vengono eliminati i wheel transitori che ritornano al centro; restano le piegate realmente tenute e le intonazioni permanenti. I legati usano note reali, senza generare nuovi gradini di pitch bend.
- Pad (88-95): rilascio allungato fino a 40 tick, dentro il silenzio prima della nota successiva.
- Tutti (batteria esclusa): note ribattute sovrapposte. Se una nota riparte mentre la stessa nota e' ancora tenuta, la prima viene chiusa all'attacco della seconda.
Perche': una stessa correzione non va bene per tutti: il legato rende naturali fiati e archi ma impasterebbe chitarre e basso, e raddrizzare il bend migliora un vibrato ma cancellerebbe la piegata di una chitarra (per questo sulle chitarre la piegata resta, e viene solo portata sulla nota giusta: con la distorsione anche 20-30 centesimi di differenza si sentono come una stonatura). Le note ribattute sovrapposte erano la causa tipica della nota che "si spegne di colpo" a meta' brano: il note-off della prima nota chiudeva anche la seconda.
Valori: i tick indicati sono riferiti a 480 PPQ e vengono riscalati sul PPQ del MIDI. Gli attacchi (inizio note) non cambiano mai, quindi ritmo e note restano quelli scritti. Per disattivare tutte le correzioni si spegne l'Umanizzazione nel pannello Opzioni.
2f. Dinamica e raddoppi
- Dinamica: l'umanizzazione ricalibra la velocity di ogni canale verso l'intervallo 25-127, ma ora solo a meta': le dinamiche piatte si aprono, senza piu' cali di volume improvvisi nei passaggi suonati piano. Su fiati, synth solisti, archi tenuti e voci la velocity scritta resta quella originale (la dinamica la fa l'espressione CC11), con la sola piccola variazione casuale.
- Raddoppi stretti: quando due canali uguali (stesse note, stesso strumento) partono a meno di un trentaduesimo (circa 40 ms) l'uno dall'altro non fanno un'eco ma un raddoppio che impasta: il secondo viene abbassato di circa 7 dB, oltre ad essere separato in stereo.
- Piegate molto ampie sui fiati (doit, fall jazz): se durante una nota il pitch bend si allontana di oltre 3/4 di semitono e poi torna alla nota, la piegata viene ridotta al 60%. I bend che restano alzati (usati come intonazione per le note successive) non vengono toccati.
- Vibrato dei fiati: il vibrato scritto col pitch bend (tipico della rotella di modulazione di una tastiera: lento, largo fino a 3/4 di semitono, regolare e subito presente) viene tolto e sostituito da un vibrato di mascella da sax: parte dopo circa un terzo della nota (solo sulle note di almeno mezzo secondo circa), cresce in due oscillazioni, circa 5,5 al secondo, ±12 centesimi, un poco irregolare in ampiezza e velocita'. A fine nota l'intonazione torna esatta.
- Passaggi veloci dei fiati: nelle note a meno di un ottavo l'una dall'altra la velocity si avvicina a quella della nota precedente (niente salti di attacco da una nota all'altra) e ogni nota si sovrappone di un soffio alla successiva. Su un sax si da' il colpo di lingua sulla prima nota e le altre sono legate: il passaggio si "impasta" invece di suonare netto come su una tastiera.
- Note di passaggio cromatiche sui fiati: una o due notette brevissime (meno di un sedicesimo) a un semitono l'una dall'altra che portano alla nota vera (es. fa, fa diesis -> sol) sono il tipico abbellimento suonato su una tastiera: su un sax vero e' una scivolata del labbro. Se le notette stanno sotto la nota vera (salgono verso di lei) diventano un pitch bend morbido, lo "scoop" del sassofonista, e la nota vera parte subito entrando in intonazione. Se stanno sopra (scendono verso di lei, per esempio do diesis -> do dopo un salto) vengono tolte: una caduta dall'alto sull'attacco, con la nota principale gia' li', un sassofonista non la fa e suona finta. La nota vera parte dritta nell'istante dell'abbellimento. Le scale cromatiche di tre o piu' note restano com'erano.
- Pan degli strumenti raddoppiati: il pan scritto nel MIDI su quei canali viene ignorato, cosi' la separazione stereo resta per tutto il brano.
Perche': la ricalibrazione piena abbassava di 13-25 le note gia' suonate piano (es. sax di "Ancora" intorno ai 22 secondi) e il raddoppio a 40 ms di due copie del sax suonava come un difetto, non come un effetto.
2g. Scegliere le correzioni (Opzioni > Correzioni per famiglia)
- Cosa fa: la voce Strumenti > Correzioni per famiglia... permette di attivare o spegnere le correzioni di ogni gruppo: fiati e synth solisti, archi tenuti, voci, fisarmonica, basso, chitarre, pad, la correzione delle note ribattute e il groove per i canali meccanici. Vale per tutti i brani o, con "solo per il brano", per il brano caricato.
- Copie in eco dei fiati: quando un fiato e' ripetuto su altri canali in ritardo (effetto eco scritto nel MIDI) si puo' scegliere Mantieni (come nel MIDI), Attenua (circa -9 dB) o Elimina (resta solo il fiato principale). Vale per preascolto, file audio ed esportazione del MIDI (con "Impostazioni del form").
- Raddoppi simultanei (attivo di default): se un canale suona almeno l'80% delle stesse note di un altro della stessa famiglia di strumenti nello stesso istante (all'unisono o a una/due ottave), per esempio due chitarre che si copiano nota per nota, i due volumi si sommano e la parte esce troppo forte. La copia viene abbassata a circa -7 dB; resta pieno il canale con piu' note (a parita', il pianoforte). Diverso dall'eco: qui le note partono insieme, non in ritardo. Spegnilo se il raddoppio e' voluto e deve restare pieno (per esempio un unisono di effetto).
- Pianoforti secondari al livello del principale (attivo di default): fra i canali di pianoforte (GM 0-7) il principale e' quello con piu' note. Un altro pianoforte con velocity tipica (mediana) oltre 10 punti sopra quella del principale viene abbassato come se suonasse alla velocity del principale (fattore minimo 0,3). Esempio: piano secondario a 96 contro principale a 77 = circa -4 dB. Serve quando un pianoforte d'apertura o di rinforzo e' scritto molto piu' forte del piano del brano e "parte altissimo". Spegnilo se il secondo pianoforte deve davvero stare sopra (per esempio un solo).
Perche': le correzioni sono pensate per i MIDI suonati da tastiera; su un MIDI gia' curato, o per un gusto diverso, si possono spegnere per famiglia. L'eco dei fiati e' una scelta dell'arrangiatore che su un sax campionato spesso suona finta: la decide l'utente.
Quando disattivare: se una famiglia suona meglio com'era scritta (es. chitarre gia' ben suonate, archi con legato gia' curato). Default: tutte attive, eco mantenuta.
2h. Groove per canali meccanici (disco, dance)
- A chi si applica: ai canali "suonati a macchina", cioe' con almeno l'85% delle note alla stessa velocity (almeno 16 note); sulla batteria il controllo e' fatto per ogni pezzo (cassa, rullante, charleston...). I canali gia' suonati non vengono toccati. Con l'Umanizzazione attiva e la voce "Groove" accesa in Correzioni per famiglia.
- Cosa fa: accenti secondo la posizione nella battuta (battere pieno, levare un po' piu' leggero, sedicesimi piu' leggeri, primo tempo appena piu' forte); rullante circa 7 ms dietro al tempo, charleston in levare 3-4 ms dietro, cassa sempre a tempo; charleston aperto in levare in evidenza; basso d'ottava con la nota alta piu' leggera; ±3 ms e ±4 di velocity casuali sugli altri strumenti meccanici; dinamica che "respira" di ±5% ogni 4 battute.
- Rullate: quando rullante e tom sono fitti (almeno 4 colpi in un quarto) gli accenti di posizione lasciano il posto a un crescendo verso il tempo successivo, cosi' il lancio del ritornello spinge invece di calare. Nei "lanci" (rullante da solo, senza cassa ne' charleston, di solito insieme agli stab di fiati e archi) il colpo e' pieno (+15%), e i crash ricevono un accento pieno (+30%): nei MIDI sono spesso scritti deboli e sparivano sotto gli stab.
Perche': nei MIDI disco la cassa e' sempre a 127, il rullante sempre a 95, il basso con tutte le note alla stessa forza, tutto esatto sulla griglia: suona come una macchina. Un batterista e un bassista veri accentano secondo il tempo e stanno "in tasca", col rullante appena dietro.
Quando disattivare: per brani elettronici dove la precisione della macchina e' voluta (techno, electro). L'umanizzazione e' riproducibile anche qui: lo stesso brano esportato due volte da' lo stesso MIDI.
2i. Bilanciamento automatico dei canali
- Cosa fa: nei motori MaximizeQuality e HigherQuality sfz e, con Bilancia i volumi attivo, anche in MediumQuality (motore 0) ogni canale viene misurato in volume percepito (LUFS) e quelli molto sopra gli altri (oltre 6 dB sopra il valore centrale) vengono riportati in linea. Batteria compresa. La misura si fa sempre come se il canale fosse al 100%: il tuo Vol % e l'Intensita' del Drum vengono applicati dopo e non vengono mai annullati.
- Esempio: in "Dove" il synth brass del SoundFont airfont suonava circa 12 dB sopra tutti gli altri strumenti: ora viene riportato al livello dei piu' forti (pianoforte, batteria), e da li' lo regoli con Vol %.
- Prove ripetibili: l'umanizzazione (piccole variazioni di tempo e dinamica) usa sempre la stessa sequenza per lo stesso brano: con le stesse impostazioni preascolto e file finale suonano identici, e due prove differiscono solo per quello che hai cambiato tu.
- Velocita': i canali vengono misurati in parallelo, uno per ogni core del processore (su 9 canali da circa 35 a circa 8 secondi).
- Batteria nel bilanciamento del MIDI (23/10): con Bilancia i volumi attivo, i colpi forti vengono confrontati con gli strumenti contemporanei in finestre di due battute. Il margine cresce con l’arrangiamento: da 0 a 6 dB. Il taglio massimo è 8 dB, applicato al CC7 del kit senza modificare le dinamiche dei singoli pezzi. È una stima MIDI, non una misura del campione del SoundFont.
- Batteria e kit scelto: nei render a canali separati il controllo misura il WAV prodotto dal kit e dal SoundFont selezionati, Power compreso. Archi e pad di sottofondo non abbassano il riferimento della batteria. L’ulteriore taglio audio è limitato a 3 dB; se la stima MIDI ha attenuato troppo un kit debole, può recuperarne fino a 1,5 dB, senza superare il taglio già applicato. Vol % e Intensità Drum mantengono il loro effetto. L’export MIDI conserva la sola stima MIDI; il controllo audio non viene incorporato nel file MIDI.
- Kit nell’export MIDI: con Impostazioni del form attivo vengono conservati il kit e la scelta del riverbero della batteria. Come nel brano mantiene il programma originale. Il MIDI non incorpora il SoundFont o gli effetti audio.
- Motore 0: con Bilancia i volumi attivo, preascolto e file finale misurano le parti audio sull’intero brano con il SoundFont globale. I raddoppi sono inclusi nella parte di origine; la guida resta esclusa dal riferimento. Si applicano le stesse regole generali degli altri motori, senza tagli fissi per le chitarre. Il margine generale sopra il riferimento è 0 dB (valore relativo, non 0 dBFS); gli strumenti già sotto soglia non ricevono questo taglio. Le parti sono renderizzate in parallelo usando le CPU disponibili, fino al numero di parti da elaborare. La preparazione prima dell’ascolto richiede più tempo; in questa modalità non si anticipano i primi secondi. Spegnendo l’opzione resta il percorso rapido precedente. Il controllo confronta il volume integrato dei canali: non è un mix automatico per sezione.
- Basso: con Bilancia i volumi attivo, i programmi GM32–39 hanno un margine aggiuntivo di 3 dB sopra il riferimento generale. Il taglio audio aggiuntivo non supera 4,5 dB: non si aumenta automaticamente il basso e si conserva il Vol % manuale. Le regole della batteria restano separate.
Perche': prima il bilanciamento guardava i picchi: i colpi di cassa e rullante sembravano sempre "fuori scala" e la batteria era stata esclusa, restando senza controllo; e un Vol % alzato veniva riabbassato dal bilanciamento. Il volume percepito tratta tutti gli strumenti allo stesso modo.
2i-bis. Batteria storta o raddoppiata
- Cosa fa: sul canale 10 (batteria), sempre, anche con l'Umanizzazione spenta: ignora il balance (CC8), che la batteria General MIDI non usa; riporta al centro un pan (CC10) spostato di oltre 20 dal centro (0-127, centro 64); riduce a uno i colpi doppi (stesso pezzo nello stesso istante), tenendo la velocity piu' alta. Vale per rendering, preascolto ed Esporta MIDI.
- Quando serve: MIDI in cui due tracce di batteria (per esempio una tutta a sinistra e una tutta a destra) sono state fuse in un solo canale: la batteria finiva tutta da un lato e ogni colpo suonava due volte. Dopo la correzione cassa e rullante tornano al centro e charleston, tom e piatti si distribuiscono come nel kit del SoundFont.
- Nota: se prima i colpi erano doppi, la batteria ora suona circa 6 dB piu' bassa (era raddoppiata): se serve, alzala con il Vol% del canale 10 nella griglia.
Perche': in un canale MIDI il balance e il pan sono unici: con due tracce fuse vince l'ultimo valore arrivato e tutta la batteria va da quella parte. Il kit del SoundFont ha gia' la sua disposizione stereo per ogni pezzo, che funziona solo con il canale al centro.
2j. Mastering: presenza e colla del mix
- Presenza (Opzioni > Correzioni per famiglia): bilanciamento tonale del mix intero: bassi sotto i 100 Hz -3 dB, +4 dB con una campana larga a 2,5 kHz, aria +4 dB sopra gli 8 kHz. Porta avanti chitarre, clavinet, fiati e archi (gli strumenti che danno "grinta" e che nei dischi stanno ai lati) e alleggerisce il fondo.
- Colla del mix: compressore sul mix gia' normalizzato (soglia -24 dBFS, rapporto 3:1, attacco 20 ms cosi' la cassa passa, rilascio 200 ms, ginocchio morbido, recupero +3 dB), poi il brano viene misurato di nuovo e riportato a -16 LUFS (una passata di misura in piu'), con il limitatore di sicurezza. Riduce la distanza fra i picchi e il resto: il brano suona piu' compatto e "tutto insieme", come un disco.
- Chorus FluidSynth e allargamento stereo: nel confronto con l'originale erano loro a "spalmare" gli strumenti su tutto lo spazio (lati forti quanto il centro): spegnendoli la scena stereo e' tornata quasi identica all'originale. Nei brani con molti strumenti conviene tenerli spenti.
- Riverbero IR senza bassi: al riverbero arriva solo la parte del mix sopra i 250 Hz. Cassa e basso restano asciutti e al centro, e il riverbero da' aria agli strumenti senza impastare il fondo.
Perche': confrontando il nostro render di "Disco Inferno" con la registrazione originale, la larghezza stereo era gia' simile (anzi un po' maggiore), ma nel nostro mix la fascia 1-3 kHz era circa 10 dB sotto, i bassi 60-120 Hz circa 5 dB sopra e i picchi circa 5 dB piu' staccati dalla media. Il risultato era un suono "tutto al centro": un fondo pesante al centro e poca presenza ai lati.
Quando disattivare: nei lenti acustici e nei brani piano e voce la presenza puo' risultare aspra e la colla togliere dinamica: provare con e senza. Default: spente. Con la colla attiva si consiglia di lasciare spento il boost bassi.
2d. Chiusura naturale delle note finali
- A chi si applica: a tutti i canali, con tutti i motori, in preascolto e file finale.
- Cosa fa: quando un canale viene preparato per il rendering, a fine traccia le note ancora aperte vengono chiuse con il loro rilascio naturale e viene aggiunta una coda di 4 movimenti prima della fine del file.
Perche': prima a fine traccia veniva inviato il comando MIDI "All Sound Off", che spegne il suono all'istante, e il rendering si fermava sull'ultimo evento: la nota finale di alcuni strumenti si chiudeva "di colpo", senza sfumare, e le code di riverbero e rilascio venivano tagliate.
↑ indice
2f. Via i gesti da tastiera: chitarre, basso e fiati d'insieme
- Pedale di risonanza sulle chitarre: tolto. Col pedale le note restavano accese oltre la loro fine e ogni piegata le trascinava.
- Vibrato da rotella di modulazione (CC1) sulle chitarre: ridotto a circa un terzo (era regolare e largo, da tastiera).
- Scivolate preparate a nota accesa e piegate a canale muto: la rotella veniva mossa mentre la nota di prima risuonava ancora (calate e "calatine" in coda, molto evidenti con SoundFont dalle code lunghe): ora il movimento avviene sull'attacco successivo.
- Accordi di chitarra: non si piegano piu' tutti insieme; gli attacchi scivolati da sotto su accordi, o sopra una nota che risuona, entrano dritti, con un vibrato veloce e leggero in fondo alle note lunghe.
- Passaggi veloci legati sulle chitarre le note reali mantengono altezza e velocity: si chiudono i piccoli stacchi senza generare nuovi wheel. Il percorso del basso resta distinto. I passaggi che arrivano su un accordo mantengono la specifica correzione per gli accordi.
- Grappoli a piu' voci: bicordi o tricordi brevissimi che scivolano fino a un accordo vengono tolti, l'accordo d'arrivo parte al loro posto.
- Sezioni di fiati (Brass Section, Synth Brass) e fiati che suonano accordi o ottave: il pitch bend resta al centro, niente calanti all'unisono.
Perche': sono tutti gesti che un tastierista usa per imitare un chitarrista o una sezione di fiati, ma che nessun chitarrista o fiatista fa. Tolti questi, il brano smette di "suonare MIDI".
Bilanciamento contestuale di batteria e fiati: il livello medio dell'intero brano, da solo, non causa più un taglio aggiuntivo della batteria: serve una prevalenza confermata sugli strumenti contemporanei. Per i fiati si confronta l'energia della sezione con almeno due parti di accompagnamento attive: taglio massimo 3 dB solo per un eccesso persistente (almeno 3 secondi consecutivi e il 60% dell'attività del canale). Risposte brevi, assoli senza riferimenti sufficienti e fiati già dietro la sezione restano invariati; non si applicano rialzi fissi. Guida, mute, livelli manuali e compensazioni timbriche restano esclusi dalla decisione. Funziona anche con descrizioni SFZ che includono la compensazione di ottava. Vale per preascolto ed export audio bilanciati dei motori 0/1/2; non cambia i MIDI originali o le regole approvate di Proteggi il canto. È una stima prudente da confermare all'ascolto.
Recupero contestuale delle parti arretrate: con Bilancia i volumi, dopo il bilanciamento audio viene confrontata una parte arretrata con il MIDI originale suonato con lo stesso banco, motore e parametri effettivi. Il recupero richiede una perdita misurata e almeno due strumenti contemporanei di riferimento: massimo 3 dB, mai oltre la perdita rispetto all'originale e al margine dell'accompagnamento, con ingresso e uscita graduali. Si applica solo a passaggi persistenti fuori dal canto; guida e margine di mezzo secondo, note volutamente leggere, rampe, batteria, pad e rumori sono esclusi. Non alza automaticamente un SoundFont naturalmente debole e non sostituisce i timbri scelti. Arrangiamenti o preset non confrontabili vengono saltati e motivati nel log. Preascolto ed export audio, compresi i rendering SFZ, possono richiedere nuove misure e rendering dei soli riferimenti candidati. MIDI originali e volumi manuali restano invariati; l'ascolto va confermato.